L’arte come eredità: la visione di Clara Rametta continua a vivere a Salina

Ci sono eredità che non si misurano in ciò che si lascia, ma nella capacità di continuare a generare idee, incontri e futuro.

Ci sono eredità che non si misurano in ciò che si lascia, ma nella capacità di continuare a generare idee, incontri e futuro A Salina, una di queste porta il nome di Clara Rametta.
Insieme a Michele Caruso, nel 1988 diede vita al Signum, immaginando un luogo in cui l’ospitalità fosse profondamente legata all’identità dell’isola. Ma il suo sguardo andava oltre. Per Clara, prendersi cura di Salina significava valorizzarne non soltanto l’accoglienza, ma anche il patrimonio culturale, nella convinzione che arte, musica e bellezza fossero strumenti capaci di creare dialogo e di aprire l’isola al mondo, senza mai alterarne l’essenza.

Da questa visione nacque, nel 1990, l’associazione Didime 90, che ancora oggi cura Palazzo Marchetti, elegante dimora del primo Novecento immersa nel verde di Malfa e divenuta negli anni uno dei principali punti di riferimento culturali delle Eolie.
Festival, concerti, mostre e incontri continuano ad animare questi spazi, mantenendo vivo lo spirito con cui Palazzo Marchetti è stato immaginato: un luogo dove cultura e paesaggio si incontrano in modo naturale.

Oggi quella stessa visione continua attraverso la famiglia Caruso.
Luca e Martina hanno raccolto un’eredità che non parla soltanto di ospitalità, ma anche di responsabilità verso l’isola, sostenendo iniziative che arricchiscono la vita culturale di Salina e favoriscono l’incontro tra persone, linguaggi e sensibilità provenienti da ogni parte del mondo.
È in questo percorso che si inserisce il sostegno del Signum ad Amore a prima vista, la mostra personale dell’artista brasiliana Marina Perez Simão, presentata dalla galleria internazionale Mendes Wood DM e curata da Mirta d’Argenzio.

Dal 2 luglio al 15 ottobre 2026, Palazzo Marchetti ospiterà un progetto espositivo pensato per dialogare con Salina, dove le opere dell’artista entreranno in relazione con la luce, il paesaggio e l’atmosfera dell’isola.

Nata a Vitória, in Brasile, nel 1980, Marina Perez Simão è oggi una delle voci più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale. Le sue opere si muovono sul confine tra astrazione e figurazione, trasformando colore, luce e memoria in un linguaggio pittorico capace di evocare il paesaggio più che rappresentarlo.

Attraverso stratificazioni cromatiche, forme fluide e linee essenziali, le sue tele restituiscono una percezione intima della natura, ispirata ai paesaggi brasiliani, ai fenomeni geologici e al continuo mutare della luce.

Una ricerca che trova a Salina una naturale sintonia.

Qui la luce cambia continuamente, il dialogo tra mare e vulcani ridisegna il paesaggio a ogni ora del giorno e il tempo sembra assumere un ritmo diverso. È proprio questa dimensione ad aver conquistato l’artista. Nel corso dei suoi soggiorni al Signum, Marina Perez Simão ha instaurato un legame profondo con l’isola e con la famiglia Caruso, riconoscendo nel Signum la stessa sensibilità che attraversa la sua ricerca artistica: attenzione alla bellezza, rispetto per la natura e valore del tempo.

L’inaugurazione della mostra si terrà il 1° luglio a Palazzo Marchetti. La serata proseguirà al Signum con un cocktail accompagnato dagli assaggi firmati da Martina Caruso, in un incontro dove arte, cucina e ospitalità si intrecceranno in un unico racconto.

Un’opera di Marina Perez Simão entrerà inoltre negli spazi del Signum, suggellando un legame che la famiglia Caruso desidera coltivare nel tempo: accogliere ogni anno a Salina un nuovo artista, un nuovo sguardo e una nuova occasione di dialogo.

Perché l’arte, proprio come l’ospitalità, nasce dall’incontro.

Ed è forse questa la più preziosa eredità di Clara Rametta: aver immaginato Salina come un luogo capace di aprirsi al mondo senza smettere di essere profondamente sé stessa