
Hotel Signum: il lusso del tempo ritrovato tra charme, natura e sapori dell’isola
Malfa (ME), marzo 2026 Ci sono luoghi che, stagione dopo stagione, non inseguono il cambiamento ma lo attraversano restando fedeli a sé stessi. L’Hotel Signum è uno di questi. Il 4 aprile riapre le sue porte a Salina ed inaugura una nuova stagione che riafferma con forza il valore più autentico dell’accoglienza.
In un mondo sempre più veloce e fluido, il Signum continua a essere un punto fermo. Un hotel che accoglie con un’eleganza autentica e naturale, restituendo la sensazione profonda di sentirsi a casa. Costruito nel tempo dalla famiglia Caruso e oggi guidato da Luca e Martina, che ne hanno evoluto il linguaggio pur mantenendone intatta l’identità. Il progetto è quello di un hotel diffuso, nel pieno rispetto dello stile eoliano: 30 camere distribuite tra edifici che dialogano con il paesaggio, terrazze affacciate sul Mediterraneo, una piscina immersa nel verde, una SPA geotermica e un’offerta gastronomica articolata tra ristorante stellato, bistrot e mixology bar.


Chi conosce le Eolie lo sa: la primavera e l’autunno sono forse i periodi più interessanti per viverle. Le giornate si allungano, i colori si accendono, ma l’isola resta ancora silenziosa, lontana dai ritmi dell’alta stagione. È in questo contesto che il Signum dà il meglio di sé. Per l’apertura, la famiglia Caruso ha pensato a formule dedicate come il Signum Opening, per i primi ospiti della stagione, e Pasqua al Signum, che unisce soggiorno, benessere e l’esperienza gastronomica del ristorante, con il pranzo di Pasquetta firmato da Martina Caruso.
La SPA del Signum non è solo uno spazio dedicato al relax, ma un’estensione naturale del territorio. Gli ambienti richiamano atmosfere essenziali, quasi antiche, mentre i trattamenti sono costruiti intorno ai profumi e agli ingredienti dell’isola: capperi, agrumi, malvasia, fico d’India. Il risultato è un’esperienza che va oltre il benessere, diventando un modo per entrare in relazione con Salina anche attraverso i sensi.
Al centro dell’esperienza troviamo il ristorante Signum, stella Michelin e stella verde Michelin, guidato dalla chef Martina Caruso, che negli anni ha costruito una cucina personale e riconoscibile, profondamente legata all’isola.
Per la stagione 2026, la proposta si articola in tre percorsi degustazione: “Sigillo”, menu di mare e terra che raccoglie i piatti simbolo del ristorante in un percorso di 9 portate ampliabile; “Oltremare”, dedicato esclusivamente al pesce, con un lavoro di ricerca che include anche la frollatura; “Radici”, proposta vegetale che valorizza ortaggi, erbe e agrumi locali.
Nei piatti di Martina Caruso si ritrovano stagionalità, materia prima e una visione contemporanea che non perde mai il legame con il territorio, in una cucina che privilegia profondità e coerenza rispetto all’effetto.



Accanto al ristorante stellato, il Bistrot offre una lettura più immediata e conviviale, recuperando le ricette di famiglia, quelle di papà Michele, e reinterpretandole con uno sguardo attuale. A guidare l’esperienza è Luca Caruso, general manager e anima dell’accoglienza del Signum, che affianca alla gestione una passione profonda per il vino. La cantina rappresenta un elemento distintivo della struttura e per la nuova stagione si arricchisce di selezioni pensate sia per appassionati sia per chi desidera avvicinarsi al calice, con percorsi di abbinamento costruiti in dialogo con la cucina.
La sostenibilità, al Signum, non è un tema recente ma una linea guida che negli anni si è fatta sempre più concreta. L’utilizzo di energie rinnovabili, la valorizzazione della filiera locale e il lavoro quotidiano con produttori e pescatori dell’isola sono parte integrante del progetto. L’orto di famiglia continua a essere una risorsa viva, così come il legame diretto con il territorio, che diventa materia e ispirazione. Questo progetto rappresenta una delle espressioni più intime e profonde dell’anima del Signum e trova la sua naturale estensione in EOLIA, il percorso firmato da Luca e Natascia, che prende forma in vini capaci di custodire e raccontare l’essenza più autentica dell’isola.
Il Signum è anche qualcosa di più di una struttura ricettiva: è un punto di riferimento per l’isola, un progetto che nel tempo ha contribuito a definire un modello di turismo consapevole, capace di generare valore senza snaturare il contesto. L’eredità di Clara Rametta, che insieme a Michele Caruso ha dato vita al Signum nel 1988, continua oggi nei figli, in un lavoro che tiene insieme impresa, territorio e comunità






