Il Signum, dieci anni di stella e una storia che appartiene a Salina

Ci sono riconoscimenti che celebrano un ristorante, e altri che finiscono per raccontare un luogo intero

Ci sono riconoscimenti che celebrano un ristorante, e altri che finiscono per raccontare un luogo intero. La stella Michelin confermata al Ristorante Signum per il decimo anno consecutivo, con l’edizione 2026 della Guida Michelin Italia, appartiene a questa seconda categoria.

È il segno di un percorso costruito nel tempo, sotto la guida di Martina Caruso, chef e patron del ristorante, ma anche il riflesso di una visione più ampia: quella di un’isola che ha saputo trasformare la propria identità in racconto, accoglienza e cultura gastronomica.

A Salina, il Signum non è mai stato soltanto un hotel né soltanto un ristorante. È una presenza profondamente legata al territorio, alla comunità, ai ritmi dell’isola. La sua crescita accompagna quella dell’isola e ne interpreta l’evoluzione: da luogo appartato delle Eolie a destinazione capace di parlare al mondo attraverso cucina, ospitalità, natura e tradizione.

Fondato nel 1988 da Clara Rametta e Michele Caruso, il Signum è oggi guidato dai figli Luca, general manager, e Martina, chef e patron del ristorante stellato. Un passaggio generazionale che non interrompe la storia familiare, ma la amplia, mantenendo salde le radici e aprendole ad una visione contemporanea.

Dentro questa storia, le figure femminili occupano un ruolo fondamentale. Clara Rametta ha costruito un’idea di ospitalità sostenibile, autentica, profondamente connessa all’identità di Salina. Martina Caruso ne ha raccolto l’eredità, trasformandola in una cucina capace di portare l’isola sulla scena internazionale, senza allontanarla dalla sua essenza.

Quando, nel 2016, è arrivata la stella Michelin, ha segnato un prima e un dopo. Quel riconoscimento ha acceso uno sguardo diverso sull’isola, contribuendo a farne una destinazione gastronomica e culturale. Nel tempo, la stella è diventata molto più di un premio individuale: ha generato attenzione, relazioni, consapevolezza; ha rafforzato l’identità locale, sostenuto l’economia, valorizzato il lavoro dei produttori e rinnovato l’importanza di custodire paesaggio e tradizioni.

Dieci anni dopo, il Signum continua a raccontare questa evoluzione condivisa. Non cresce semplicemente a Salina, ma insieme a Salina. La sua storia è quella di una famiglia, ma anche di un’isola che ha imparato a restare fedele a se stessa mentre si apriva al mondo.