
I riconoscimenti, normalmente, appartengono a chi li riceve.
I riconoscimenti, normalmente, appartengono a chi li riceve. Ma questo racchiude una storia più grande, fatta di persone, luoghi e visioni che attraversano il tempo.
È questo il valore profondo del Premio SDF-Clara Rametta – Impresa Cultura Italia-Confcommercio, assegnato alla chef Martina Caruso nell’ambito della XX edizione del SalinaDocFest, il festival internazionale del documentario narrativo che dall’8 al 12 luglio torna a portare a Salina cinema, cultura e occasioni di incontro.
Per Martina, chef del Ristorante Signum, il riconoscimento assume un significato ancora più intenso perché porta il nome di sua madre, Clara Rametta, fondatrice del Signum insieme a Michele Caruso e figura che ha lasciato un segno profondo nella vita culturale e sociale dell’isola.
A consegnare il Premio è l’Assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino. La motivazione riconosce a Martina la capacità di «aver saputo coniugare eccellenza imprenditoriale, innovazione e valorizzazione dell’identità territoriale, trasformando la tradizione gastronomica delle Isole Eolie in un patrimonio culturale riconosciuto a livello internazionale. Un impegno professionale e una visione imprenditoriale che hanno contribuito a promuovere la Sicilia come luogo di cultura, accoglienza e sostenibilità, interpretando quel legame tra impresa e cultura che il riconoscimento intende valorizzare».
Parole che raccontano un percorso costruito senza mai allontanarsi da Salina.
Nella cucina di Martina Caruso, una stella Michelin, l’isola non è semplicemente una provenienza geografica. È materia, memoria e ispirazione. Il pescato, le erbe spontanee, gli agrumi, il pomodoro, la ricotta e i profumi della macchia mediterranea diventano gli elementi di un linguaggio contemporaneo che mantiene un legame profondo con le proprie origini.
Ed è proprio qui che il premio ritrova idealmente Clara.
La sua visione ha accompagnato la nascita e la crescita del Signum, ma si è espressa anche attraverso un impegno costante verso la cultura. Da sindaco di Malfa e promotrice culturale, Clara Rametta ha contribuito a immaginare un’isola capace di aprirsi a nuovi linguaggi e nuove occasioni di confronto. Palazzo Marchetti, oggi tra i luoghi che accolgono il SalinaDocFest, è parte di questa eredità.
Il legame tra il Signum e il festival viene da lontano. L’hotel è partner del SalinaDocFest fin dalla prima edizione e dà il proprio nome al Premio del Pubblico, assegnato ogni anno al documentario scelto dagli spettatori. Una presenza che nel tempo è diventata espressione di una visione condivisa: considerare la cultura parte integrante della vita dell’isola.
«Il SalinaDocFest rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa generare valore, coesione sociale e sviluppo per le comunità locali», sottolinea Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, ricordando l’importanza di sostenere quelle realtà imprenditoriali che, attraverso talento, innovazione e visione, contribuiscono a promuovere l’identità italiana nel mondo.
È nello stesso pensiero che trova origine il Premio SDF-Clara Rametta – Impresa Cultura Italia-Confcommercio, nato per riconoscere donne e uomini capaci di interpretare attraverso il proprio lavoro il legame tra cultura, impresa e territorio. L’intitolazione a Clara Rametta rende omaggio a una donna e imprenditrice che ha lasciato un segno profondo nella comunità di Salina, facendo della partecipazione e dell’amore per la propria isola una parte essenziale del suo impegno.
A creare un ulteriore legame tra cinema e gastronomia è La Quinta Stagione di Giuseppe Carrieri, presentato al festival alla presenza della produttrice Valeria Jovinelli, fondatrice nel 2000 a Milano de L’Arte del Convivio, dove ragazzi con alle spalle storie difficili studiano per diventare chef.
Nel documentario, la voce narrante di Isabella Ragonese accompagna il racconto di cinque tra le protagoniste della cucina italiana, tra cui Martina Caruso. Davanti alla cinepresa emergono le loro scelte professionali, la filosofia della cucina, i sapori, i viaggi, le memorie, il rapporto con il tempo e lo sguardo verso il futuro. Cinque percorsi che raccontano anche come queste donne siano riuscite ad affermare una propria identità in un mondo fortemente competitivo e tradizionalmente maschile.
Ma nei giorni del SalinaDocFest la cucina di Martina esce anche dagli spazi del ristorante. La chef cucina per la comunità maghrebina dell’isola, trasformando il cibo in un’occasione di incontro tra persone e culture diverse.
Un gesto che restituisce alla cucina una delle sue dimensioni più autentiche: quella della condivisione.
Il premio dedicato a Clara Rametta assume così un significato che va oltre il riconoscimento personale. Unisce due generazioni e due modi, profondamente legati, di raccontare Salina: la visione di Clara, che nella cultura riconosceva uno strumento di crescita e apertura, e quella di Martina, che attraverso la cucina continua a portare l’identità dell’isola oltre i suoi confini.
Nel mezzo c’è il Signum, luogo in cui questa eredità continua a trasformarsi e a trovare nuove forme.
Perché ci sono visioni che appartengono a una generazione. E altre che, passando da una generazione all’altra, continuano a immaginare il futuro.






