Marefestival Salina Premio Troisi: il cinema che continua a vivere sull’isola

Alcuni incontri durano molto più del tempo di un film.

Alcuni incontri durano molto più del tempo di un film. È il caso di quello tra Salina, il cinema e Massimo Troisi, un legame nato oltre trent’anni fa e divenuto parte della memoria dell’isola.

È da questa storia che ogni giugno prende vita il Marefestival Salina – Premio Troisi, giunto alla sua quindicesima edizione: un appuntamento dedicato al cinema e alla cultura che rinnova il ricordo dell’attore e regista napoletano e de Il Postino, il film che ha portato nel mondo la luce, i paesaggi e le atmosfere di Salina.

Dal 12 al 14 giugno, l’isola torna così a incontrare il grande cinema attraverso tre giorni di proiezioni, conversazioni, incontri e premiazioni. Tra i protagonisti di questa edizione Giancarlo Giannini, Maria Grazia Cucinotta, Cristiana Capotondi e Chiara Francini.

Maria Grazia Cucinotta, madrina del festival fin dalla prima edizione e indimenticabile Beatrice ne Il Postino, custodisce un legame speciale con quella stagione cinematografica che segnò per sempre l’incontro tra Salina e il grande schermo.

Nato nel 2012 da un’idea dei giornalisti Massimiliano Cavaleri e Patrizia Casale, il Marefestival ha contribuito negli anni a mantenere viva questa memoria. Oggi il molo di Santa Marina Salina porta il nome di Massimo Troisi, mentre la bicicletta resa celebre dal film, trasformata in una scultura, accoglie chi arriva sull’isola come simbolo di un racconto che continua.

Ma per il Signum, il ricordo de Il Postino appartiene a una dimensione ancora più personale.

Durante le riprese del film, Massimo Troisi, Philippe Noiret, Maria Grazia Cucinotta, gli altri attori e l’intera troupe soggiornarono al Signum. Al termine delle lunghe giornate sul set, l’hotel diventava il luogo del ritorno e del riposo, dove ritrovarsi ogni sera accolti da Clara Rametta, Michele Caruso e dalla loro famiglia.

Fu proprio in quei giorni che nacque anche l’amicizia tra Maria Grazia Cucinotta e Clara Rametta. Un rapporto nato durante le riprese e destinato a durare trent’anni, fino alla scomparsa di Clara.

È in legami come questi che il cinema supera i confini dello schermo e diventa parte della vita dei luoghi e delle persone che lo hanno accolto. Per questo Il Postino non è semplicemente un film girato a Salina. È una pagina della memoria dell’isola e della storia del Signum, che di quella stagione conserva incontri, affetti e ricordi.

Ogni nuova edizione del Marefestival riporta quella memoria nel presente e rinnova un legame che il tempo non ha interrotto. Perché alcune storie finiscono con i titoli di coda. Altre continuano a vivere nei luoghi, nelle persone e nei legami che hanno saputo creare.